giovedì 15 febbraio 2018

INSEGUIRE IL SUCCESSO E RITROVARSI NEL GRIGIONI


Finalmente è passato via anche il Carnevale che quest'anno ho deciso bene di non festeggiare (fatta eccezione per una notte di follia dionisiaca trascorsa prevalentemente al Circolo Arci la Cave di Sanremo venerdì scorso tra canzoni risate e bevande inebrianti in buona compagnia di illustri personaggi della scena musicale camuna ovvero i rapper Diego Drama e Mare Loopbusters, il DJ Fafy B dei Loop Busters e Tiziana Salvini l'eccelsa cantante dei Timama. Trovate qui sopra una foto del sottoscritto in azione durante quella folle nottata in perfetto stile gucciniano) anticipando il clima quaresimale di qualche giorno. E poi comunque, come dice il mio amico Sirio Baccanelli (poeta maledetto della scena beat camuna), è sempre Carnevale date le maschere che indossiamo quotidianamente.

Niente digiuni né penitenze, però percepisco questo clima di sobrietà misticheggiante che regala sogni e visioni forse profetiche. E se di sogno profetico dovesse trattarsi quello fatto la scorsa notte allora il mio obbiettivo della cittadinanza svizzera ad honorem potrebbe presto (o tardi, dato che il mondo del sogno è fuori dal tempo e dallo spazio che poi se ci pensate bene sono la stessa cosa) realizzarsi. Ebbene sì in questo sogno ottenevo il passaporto svizzero, non solo io ma anche la donna con cui nel sogno avevo una relazione (era una collezionista di vinili con le sembianze miste di 2 o 3 donne che conosco nella vita reale e che spesso prendono parte, seppur con abiti un po' più succinti, pure dei miei sogni), però mi sentivo in colpa dato che in realtà non l'avevo ottenuto ad honorem come avrei voluto ma avevo fatto la richiesta e l'avevo ottenuto con una facilità indicibile, un po' come la mia amichetta americana che l'estate scorsa in quattro e quattr'otto ottenne il passaporto italiano solo per il fatto di avere un nonno di origine calabrese e io l'aiutai con le questioni burocratiche anche se comunque ciò non mi pareva giusto (e nemmeno a lei, però sai fa comodo avere due passaporti, soprattutto quando odi gli Stati Uniti d'America e non ci vuoi più stare...) ovvero il fatto che se hai antenati italiani puoi fare i documenti (quindi anche votare) anche se non sai una parola d'italiano e non hai nulla a che vedere con l'Italia, vabbeh lei poi stando da me per un po' qualcosa a che fare con l'Italia ce l'ha avuto, però magari gente che è nata in Italia e/o ci vive e lavora da anni non è considerata italiana. Giusto per farvi capire di quanto io sia ipocrita ma soprattutto di quanto tiri più un pelo di fica che un carro di buoi.... gli ideali vanno a farsi fottere alla grande... A parte queste leggi estremamente razziste (alle quali mi sento ahimè un po' complice anch'io... anche se lo feci con amore...), torniamo a noi... alla Svizzera appunto. Sì mi sentivo in colpa a tenere in mano quel bel passaporto sberluccicoso con scritto “Confederatio Helvetica”, pensavo adesso ci devo andare a vivere in Svizzera almeno, mi sembra il minimo... Pensavo però che per passare la dogana avrei usato il mio passaporto italiano perché avevo paura mi facessero domande  (che avrebbero dovuto farmi prima) sui miei effettivi rapporti con la Svizzera (di cui vedete in alto a sinistra, più o meno dove si trova la Svizzera reale... un'immagine da me scattata in una zona imprecisata del Canton Grigioni qualche anno fa). La mia donna poi non era molto convinta di questa cosa mi sa (a parte che lei si ritrovava in mano un passaporto di cui non gliene poteva fregar di meno...) infatti era molto preoccupata per la sua collezione di vinili, di come avrebbe potuto trasportarli tutti al di là del confine. Poi mi sono svegliato risparmiandomi la parte più pallosa. Oppure magari c'era in programma una scena di sesso estatico, ma come al solito mi sveglio sempre sul più bello.... in questo caso un po' prima, ci sarà pure un perché. Se qualcuno volesse provare a interpretare questo mio delirio onirico e/o ricavarci numeri del lotto ben venga. Se vincete almeno un caffè offritemelo però dai.

A parte questa mia Svizzerofilia che si fa sempre più acuta, sto organizzando un tour megagalattico per la prossima primavera. È un lavoraccio estenuante, infatti sto iniziando a innervosirmi parecchio quando qualcuno mi dice che non faccio nulla e che ho buontempo. Fatevi i cazzi vostri! Non vi immaginate neanche lontanamente quanto mi sto sbattendo facendo qualcosa che mi disgusta da un luogo che che mi nausea (quando c'è una grandissima parte di me che vorrebbe andarsene via lontanissimo.... anche questo mi toglie tantissima energia, lo starci dentro in schemi distanti anni luce da come sono io, o da come credo di essere...) però se è vero che il fine giustifica i mezzi... ora ciò che devo fare è questo. Chiuso Milano.
E oltre a ciò sto iniziando a tratteggiare le caratteristiche di quello che potrebbe essere il mio prossimo lavoro discografico. So che voglio un disco libero, molto libero. Spudorato, scarno, essenziale, puro. Sbattendomene i coglioni di piacere a chissachì (tanto son già figo abbastanza, pure troppo per i miei gusti, se no poi non mi fanno più suonare perché han paura che gli rubo le morose). Forse l'ho già fatto ma voglio dar spazio ancora di più a questa libertà creativa, recuperando quello spirito primordiale che avevo nelle prime composizioni. E comunque le canzoni ce le ho già quasi tutte. Credo che gli artisti al giorno d'oggi partano spesso e volentieri già col freno a mano inserito. Sento che invece c'è sempre più bisogno ora come non mai del fatidico“daga sfogo!”, sperimentare di più, rischiare, osare. Già il fatto di essere incarnati in corpi mortali un enorme compromesso. L'arte è di per sè un compromesso. Ce ne sono già troppi in natura, non credo abbia senso crearne degli altri.

Dato che sono in vena di facili polemiche, vi confesso che stanno iniziando a cadermi le palle quando sento gente che elargisce consigli (senza che nessuno gliel'abbia domandato) tipo potresti fare così, potresti fare cosà, potresti inserire questo strumento, potresti essere più così, bla bla bla bla bla bla bla... Potresti stare zitto, per favore?
Fatelo voi! Mettete su una band e suonate quel cazzo che vi pare (ma poi il bello è che quelli che fanno sti commenti il più delle volte non sanno suonare nemmeno il campanello, è un po' come se io andassi da un muratore a dirgli come deve far su la molta...). E se non vi piace ciò che faccio, liberi di tapparvi le orecchie o di recarvi altrove. Certi consigli di natura tecnica in particolar modo elargiti da musicisti spesso e volentieri sono preziosi, ma quelli di chi ama rompere le palle con lo scopo di farti pigliar male in un momento in cui sei contento di ciò che stai facendo (e comunque non preoccupatevi che rimango sempre un eterno insoddisfatto, non mi serve che qualcuno mi metta pulci all'orecchio su cose a cui avevo già pensato e ripensato secoli fa...). Lo dico a nome di tutti gli artisti, mi prendo questa responsabilità (e non so nemmeno se lo sono io ma poco importa). Sappiate che a volte annuiamo facendo finta di niente a causa dell'educazione nazicattolica che ci hanno impartito ma se il nostro inconscio potrebbe governarci veramente vi spaccheremmo la faccia. Con ciò non voglio instigare viuulenze inutili (ce ne sono già troppe in giro), sappiate solo (se fate parte della categoria di quelli che mettono sempre i puntini sulle i a tutti) che potete farne a meno... Questo è il mio puntino sulla vostra i.
Ora vi saluto, ci si vede al corso “come scrivere una canzone di successo” o a quello tipo "come scrivere una canzone indie alternative antifa newwave freejazzpunkinglese di nicchia lo-fi o non loffai fratello" o ancora "come tirare fuori la propria creatività e diventare artisti megagalattici in comode rate". Così sa(n)remo tutti artisti.

Oppure, meglio ancora, ci vediamo martedì 20 febbraio all'Enotema di Via Fratelli Bandiera a Brescia alle ore 21.
Amen!

martedì 9 gennaio 2018

DISTANZE!!!


Finalmente è uscito , a dieci anni esatti dalla mia emigrazione in Spagna del
2008 (sigh...), il tanto discusso nuovo videoclip di Kamal, come già vi avevo anticipato la canzone si è scelta da sola nonostante il sondaggio che vedeva vincitrice “Valle”. Sono molto contento del risultato, ho fatto bene ad affidare la regia al bravissimo Rodrigo de Azevedo (in collaborazione con Greta Bottanelli) e pure le attrici (Franceskina Ferrari, Lucia Arrigoni, Sara Piccinelli, Cristina Bontempi e Michela Bottanelli) sono state fantastiche in quanto tutte bellissime e bravissime. Forse sono io che stono un po' (come qualcuno ha insinuato...) ma che ci volete fare, è partito tutto dalla mia fornace quindi beccatevelo così e se qualcuno ha qualcosa da ridire ridica pure, boca daerta!
Del resto questa canzone essendo, dell'album “2017.Aborigeni Italiani” l'ultima scritta in ordine temporale (risale alla tarda estate 2016) è fondamentalmente quella le cui questioni sono più attuali e scottanti. Oggi più che mai.
Ora s'ha da suonare, dal vivo (o dal morto?) tanto, tantissimo. L'ultimo concerto, quello del 5 gennaio 2018 al Circolo dei Lavoratori di Iseo (BS), in compagnia della violinista spaziale Mirela Isaincu, è stato, almeno per me un'esperienza mistica (trovate le splendide foto scattate da Rodrigo de Azevedo nell'apposita sezione). Sento che, nonostante questo incolmabile senso di solitudine malinconicamente struggente mi sto riconnettendo piano piano con vari tipi di energia spirituale da cui mi ero un po' disconnesso negli ultimi anni. E va bene così. Non mi aspetto nulla. Vada come vada. L'unico obbiettivo concreto che ho per questa vita è ottenere il passaporto svizzero ad honorem. Tutto il resto è contorno. E che contorno! BUON 2018 !!!
Amen.

sabato 30 dicembre 2017

DAGA SFOGO!!!


Eh sì sta quasi volgendo al termine anche questo 2017 d.C. (anche se dal mio punto di vista siamo ancora nel bel mezzo del 35 d.K.) che a quanto pare non sono le iniziali di una celebre bestemmia di matrice veneta, o forse sì (?). Fatto sta che trattòsi di un anno alquanto tosto per il sottoscritto. Partito subito in quinta, arenatosi poi per lunghissimi periodi in fetide paludi naseabonde, con sprazzi di gioia qua e là, sta ora volgendo al termine in maniera tutto sommato simpatica, anche grazie a un certo movimento di Saturno che sì è levato leggermente dal cazzo o meglio si è spostato altrove. Qualcosa di bello è accaduto comunque in questo anno. La Kamalikus enterprise ha prodotto molto. In primis l'album 2017. Aborigeni Italiani, coprodotto con Marco Giuradei e finanziato grazie a un ben riuscito crowfounding, il video di Psychotarantadark in collaborazione con Roberto “Caèla” Comensoli, la collaborazione visiva/sonica con Francesca Cocchi (qui sopra a sinistra la copertina realizzata appunto dalla Cocchi) denominata Leggende della Valle Camonica (che il giorno di Natale ho finalmente pubblicato sulla mia pagina bandcamp all'indirizzo https://kamalikus.bandcamp.com/album/leggende-della-valle-camonica ), numerosi concerti ed happening sia da solo che in compagnia di altri artisti come el Fédèr, Mirela Isaincu e Diego Drama e pure vari ensamble improvvisati.

Vi avviso inoltre che sono state recentissimamente concluse le riprese del mio nuovo videoclip che uscirà a gennaio dopo le feste varie (intanto godetevele... o ne avete già pieni i maroni come me?). Alla regia il bravissimo Rodrigo de Azevedo (autore tra le altre cose della splendida fotografia che trovate qui sotto), direttamente dal Brasile.
I risultati del sondaggio che feci per determinare la canzone da “videificare” sono stati messi da parte dato che la canzone si è scelta da sola. È stata comunque un'operazione molto interessante per capire un po' i gusti dello zoccolo duro del mio pubblico. Secondo me sarà un video strafico. Le fasi di ripresa sono state molto divertenti anche se piuttosto impegnative. Ringrazio di cuore chi ha preso parte a quest 'avventura.
Aspettative per il 2018? Mah... sempre meglio non aspettarsi nulla ma prendere un po' quello che arriva. Del resto qualcosa ho seminato. Vedremo se ciò darà frutti. Se dovessero arrivare sono ben accetti, se dovesse andare a puttane tutto il raccolto, qualcosa ci si inventerà per tirare avanti. L'importante, come dice un detto popolare delle mie parti “l'è de mìa cagàs adòs” (“è di non cagarsi addosso” per chi non l'abbia capito). Più o meno sinonimo del celebre mantra paino “Mai pòra” (mai avere paura) molto in voga nelle vallate della Lombardia orientale. E io ne aggiungerei pure un altro che potrebbe essere una massima di qualche maestro zen disperso tra i boschi della Valle Camonica ovvero “daga sfogo”ovvero dai libero sfogo alle tue energie ancestrali più trogloditiche.
Lo metterei proprio come comanamento per iniziare bene l'anno. DAGA SFOGO! Gli altri due (L'IMPORTANT L'è DE MIA CAGàS AdòS e MAI PòRA) sono solo degli incitamenti rinforzativi del sommo verbo anarcopaino.
Quindi diamoci sfogo e chi s'è visto s'è visto!!!
Vi aspetto venerdì 5 gennaio al Circolo dei Lavoratori di Iseo (BS) per un concerto chitarra/voce accompagnato dal fantastico violino di Mirela Isaincu.
Per intanto buona fine e buon inizio. Sempre e comunque.
Dìga sfogo matèi e matèle!!!

con affetto

Carlo Carlo Carlones Kamal Bonomelli aka il dottor Carlazzi etc... iù! (raffreddore di merda!)

mercoledì 13 dicembre 2017

KAMALOO KAMALEE & THE CHEECHABOOMBAS (austrALIEN band)



Ecco finalmente (ri)pubblicato (per il momento solo su bandcamp ma prestissimo anche su deezer, spotify, itunes e altre piattaforme digitali) l'EP “Canzoni di Natale”. Cliccare qui per ascoltare https://kamalikus.bandcamp.com/album/canzoni-di-natale-2 Fatene un buon uso. È una simpatica colonna sonora per il vostro (per il mio no dato che mi sono scassato i maroni di sentire la mia voce registrata... per questo sto iniziando a occuparmi di musica strumentale...) periodo natalizio. Da ascoltare preferibilmente dentro una vasca da bagno con candele e incensi accesi, scopando (è una citazione ma non ricordo di chi...). Oltre a questo regalo per voi (se ve lo volete ascoltare in streaming, se invece lo volete scaricare diventa un regalo anche per me, purtroppo incensi e candele costano...) Santa Lucia ha portato anche un regalo per me e per voi tutti assieme appassionatamente. Infatti tra una settimana esatta ovvero mercoledì 20 dicembre sarò lietissimo di suonare (in un concept show a tema natalizio ma non solo...) al Locomotive di Darfo Boario Terme (BS) che volendo vedere è uno dei locali più fighi della Valle Camonica, e anche oltre... Suonerò accompagnato dalla bravissima Mirela Isaincu al violino e forse ci sarà anche qualche ospite speciale. Il giorno prima (19 dicembre per chi non sa contare) invece sarò a Milano e tra le varie cose ho in mente di partecipare a una serata “Open-mic” all'Ostello Bello (quello di via Medici). Suonerò tre pezzi miei e farò anche da chitarrista alla mia amica nonché collega Emily. Poi per Natale e San Silvestro sono stato ingaggiato per suonare a delle feste private. E poi fino al 5 di Gennaio (quando io e Mirela suoneremo al Circolo dei Lavoratori di Iseo) non ho date in programma quindi se qualcuno di voi volesse assumermi per feste più o meno private mi contatti che sono bello lanciato sotto le feste. Ho suonato persino a Cevo (BS) per le strade a -5°C col Fédèr e siamo sopravvissuti entrambi quindi... mai pòra! (non prendetelo come un invito a farmi suonare nel freezer però, se c'è del fuoco in zona meglio...). 

Oggi, ripensando al passato come spesso avviene il giorno di Santa Lucia (che da bambino era senza ombra di dubbi il giorno più figo dell'anno se pur basato su un imbroglio eclatante), in cui ripercorro varie “Sante Lucie” indietro nel tempo, sono approdato a quelle “Sante Lucie” trascorse in terre lontane come quelle 2010 e 2011 in Australia e quella 2012 in Cambogia. Mi sono immaginato se invece di laciare l'Australia fossi rimasto lì ancora fino ad ora (e anche oltre...), pensando a cosa sarebbe potuto succedere... Mi sono immaginato di avere un po' di figli (il giorno di Santa Lucia ho sempre forti desideri di paternità), di vari colori. Magari il primo con la donna che mi ha accompagnato durante questa avventura, poi ovviamente a una certa si sarebbe rotta comunque di me e saremmo andati a vivere in tribù diverse (mantenendo una forte amicizia come in effetti accadde). Avrei fondato una band. Una band interamente costituita da aborigeni (italiani e australiani) denominata Kamaloo Kamalee & the Cheechaboombas (band austrALIENA). Faremmo un genere ibrido tra il folk delle vallate alpine, lo psycho-surf'n'roll, la salsa-merengue-bachata, il black metal bulgaro, i canti degli aborigeni australiani e i bucatini all'amatriciana (anche in versione vegan). Saremmo fichissimi. Laidi e puzzolenti, drogosi, alcolizzati e promiscui. Partiremmo per un tour mondiale e riusciremmo ad estirpare finalmente dal pianeta terra quella piaga che lo sta distruggendo (non il pianeta in sè, ma le palle di chi lo abita) ovverosia quel noiosissimo indie-pop-minimal-alternative mezzo elettronico, mezzo froscio. Raggiunto il nostro obbiettivo, lasceremmo il music business e torneremmo a vivere nelle nostre foreste e/o caverne. 
Immaginavo tutto ciò poi mi sono ricordato di aver lasciato l'Australia nel novembre del 2012, dopo soli due anni. E infatti intanto che io stavo laggiù, qui in Europa sto cazzo di indie ha conquistato tutto. Abbandonai il campo di battaglia ma ora sono ufficialmente tornato!!!!! (me ne sono accorto dopo quasi 5 anni...).
E niente. Il futuro è folk. Sappiatelo.
 


lunedì 11 dicembre 2017

REGALI REGALI REGALI REGALI REGALIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!


Siccome le feste natalizie si avvicinano con tanto di abbondanti nevicate su tutto il Nord Italia e anche oltre ho deciso di farvi un po' di regali, anche perché Babbo Natale non esiste, Gesù bambino è morto a 33 anni e la Befana ha l'alzheimer e non si ricorda nulla. Santa Lucia invece esiste ma è un culto riservato a pochi eletti. Invece io voglio agire su ben più vasta scala e, che ci crediate o meno, come appunto scrissi poc'anzi, sto per farvi dei regaloni.


Il primo è riciclato. Ve l'avevo già fatto l'anno scorso ma so che avete la memoria un po' corta quindi ne approfitto per riproporvelo in una nuova veste. L'anno scorso lo pubblicai come Carlo Bonomelli (in quel buio periodo in cui ripudiai Kamal rinnegando le mie origini himalayane...) e lo corredai addirittura di un videoclip che ho recentemente fatto sparire perchè non mi piace. L'avevo fatto senza ispirazione quindi è a dir poco orripilante (seppur girato in località esotica). Sto parlando dell'EP digitale “Canzoni di Natale” che pubblicai lo scorso 25 dicembre su una pagina bandcamp che pure ho fatto sparire di recente. Ora lo pubblico (a partire dal giorno di Santa Lucia ovvero il 13 dicembre, per i miscredenti non addetti al sacro culto) sulla mia pagina bandcamp ufficiale ovvero kamalikus.bandcamp.com e a brevissimo sarà pure su spotify, deezer, itunes e altre piattaforme digitali. Lo pubblico a nome di Kamal perché comunque tutte le canzoni in questione sono state scritte da lui. Il sig.Carlo Bonomelli pensava di farci la fortuna alle spalle di Kamal. E invece non si fanno queste cose. Non c'è Yin senza Yang e non c'è Yang senza Yin. È un EP interessante perché contiene varie fasi del controverso rapporto tra Kamal e il Natale, in quanto c'è una canzone scritta nel 2007, una nel 2014 e una nel 2015. Tutte in periodo natalizio.

Questo è il primo regalo, che appunto vi faccio in collaborazione con Santa Lucia©® l'originale diffidate delle imitazioni (altoatesine soprattutto).


Il secondo, quello più fico, sarà il regalo di Natale vero e proprio. Infatti lo pubblicherò sempre sulla suddetta pagina bandcamp allo scoccare della mezzanotte in data 25 dicembre 2017. Anche quello uscirà poi sulle varie piattaforme digitali più fiche e forse sarà corredato anche da qualcosa su youtube ma non voglio anticiparvi troppo. È qualcosa di molto alternativo, sappiatelo. Qualcuno di voi l'avrà già intravisto ed intrascoltato. Ora basta perchè vi sto svelando troppo, non voglio rovinarvi la sorpresa.

Vorrei poi darvi un'idea per i vostri di regali di Natale. Potete anche fare a meno di farli, sappiatelo, ma se la tradizione vi schiaccia potreste provare a renderla meno stronza e regalare ai vostri cari il mio ultimo (in ordine di uscita per ora, noon so se sarà l'ultimo in generale, lo scopriremo solo vivendo) album in formato CD ovvero 2017.Aborigeni Italiani. Se volete fare ancor più gli sboroni potrete anche fare un bel pacchetto contenente anche La bacchetta magica e altre storie del 2013 e Don't think too much del 2015, quest'ultimo disponibile anche in vinile 7'' colorato. Oppure concerti anche in feste private. Faccio sconti natalizi, per esempio se non siete “a portata di mano” non vi faccio pagare le spese di spedizione. Se siete in zona invece vi faccio sconti (sulla pena) e se non siete troppo inquisitori vi abbono una lettura di tarocchi casereccia.


Per qualsiasi informazione contattatemi via email a kamalikus@gmail.com .

Supportate chi ha qualcosa da dire, chi canta, chi scrive, chi crea. Non devo essere per forza io...

Comunque sia, grazie mille dell'attenzione e a presto!!!


(Carlones) Kamal feat.Santa Lucia (qui sopra ritratta da Jacopo Palma il Giovane)

P.S. Volendo c'è anche un terzo regalo a numero chiusissimo però.... sarebbero le palle degli occhi di Santa Lucia...

venerdì 1 dicembre 2017

L'IMPERO DEI FALLITI


In questi giorni, spulciando tra foto e ricordi di carattere musicale, in particolare delle mie prime band, i primi concerti, le prime registrazioni caserecce, mi sto rendendo conto di una cosa. Sono circa vent'anni che suono . Va beh vent'anni che suono in generale, in gruppi da quasi 18. Trovate qui alcune foto di repertorio di alcuni dei miei diversi progetti musicali prekamalici: chitarrista nei Dr.Detroit & the Pards (2000-2004, qui a sinistra), Cantante dei The Catties (2002-2007 sotto a destra), Cantante predicatore folle del DELIRIVM MAXIMVM EXTREMVM (2007, sotto a sinistra). Vari generi, varie band, varie situzioni. Ai tempi poi (fino a quuando nel 2007 non ho dato il via al mio progetto solista Kamal) non mi preoccupavo affatto di cose tipo dove andiamo a suonare, quanto ci pagano (se ci
pagano soprattutto...) e via dicendo. L'unica preoccupazione in tal senso era la musica. Anzi non proprio l'unica in realtà. La presenza di figa ai concerti (e in generale) era l'eventuale altra preoccupazione (poi ero talmente imbranato in tal senso che assai raramente riuscivo a concludere qualcosa ma quello è un altro discorso...). Addirittura quando suonavo coi The Catties mi si proibiva di avvicinarmi al palco dopo aver scaricato gli strumenti fino al momento in cui avrei dovuto cantare. Mi dicevano “vai a ubriacarti e a scrivere le tue poesie”. A volte facevo addirittura le flessioni dopo aver bevuto un paio di amari prima di salire sul palco (e lì mi faceva compagnia anche il chitarrista Resci). Che bei tempi! Poi suonando da solo (o comunque col timone in mano), se pur con meno compromessi di carattere strettamente artistico ho dovuto imparare a
maneggiare cavi, mixer, amplificatori, volumi, borderò SIAE, soldi, groupies e via dicendo. Adesso mi sto facendo pure un culo quadrato per cercare di trovare date fuori dalla mia zona di competenza (che teoricamente sarebbe il Mondo però per ora questo mondo è un po' troppo ristretto per i miei gusti), con risultati per il momento alquanto scarsi. Uso i social per aumentare la popolarità come pure il livello di stress ma soprattutto per diminuire il tempo da dedicare alla sacra Musica. Vorrei andarmene da questa valle in cui vivo da troppo tempo ormai ma per farlo dovrei trovarmi quantomeno un lavoro e quindi non avrei più tempo da dedicare a questa tremenda dannazione. Rinuncio a lavori e amori. Porto avanti imperterrito questa crociata. E comunque c'è da dire che suonare è fico. È tremendamente fico. La Musica è una divinità e ad essa vanno offerti grossi sacrifici. Attualmente mi sento una sorta di monaco che si sta immolando alla sacra causa della Dea Musica. Il fatto di essere cantautore i miei testi il mio personaggio e bla bla bla tutto ciò sta diventando sempre più piccolo di fronte all'immensità della Musica in sé.
E quindi quando per esempio mi capita di partecipare a certe rassegne in cui vengo presentato come artista emergente, giovane cantautore ecc... mi sento parecchio fuoriluogo. Sarebbe meglio dicessero cose un po' più veritiere. Per esempio “Cantautore fallito”. Sarebbe una figata. E io potrei sì entrare bello pompato (anche senza fare le flessioni...), con tutta la mia esperienza soprattutto nel perdere treni, fuggire al momento più propenso, arrivare troppo presto o troppo tardi, ecc... Ci potrei costruire su un impero. L'Impero dei falliti. Quindi proprio oggi in data 1 dicembre 2017 anniversario di nulla che mi riguardi io sottoscritto cavalier Kamallo Kamalli dell'ordine dei Kamalici pongo la prima pietra di questo Impero che conquisterà il Mondo, ma che dico il Mondo, tutto il Sistema Solare. E anche oltre... Per l'Universo ne riparliamo più in là, non si sa mai...
FALLIRE CON STILE!!! questo è il motto... (ecco qui sotto una foto che rappresenta la quintessenza del fallimento consapevole... ponete la vostra attenzione in particolare sui colori...).
 
Ah osti dimenticavo una cosa... per ora dei risultati del sondaggio della settimana scorsa non me ne faccio nulla anche perché le uniche idee  un po' interessanti che ho avuto sono legate a canzoni che han preso zero o poco più voti. Comunque sia mi ha fatto molto piacere sapere le vostre opinioni. E per il momento nessun dado è tratto. Non so nemmeno se si farà sto benedetto video. C'è l'Impero da costruire ora!

A presto, ci si vede per le vie della perdizione... e anche oltre!!!


il Cavalier Kamallo da Karlazzenburg