mercoledì 16 maggio 2018

SIA LODATA LA PEPìNA (SEMPRE SIA LODATA)


Il fatto che potreste pensare che sono pazzo ormai non mi spaventa più (Ma scusa ti ha spaventato ancora? No! E allora che parli a fà? Non parlo, scrivo). Fatto sta che ieri, da un'incolmabile tenebra buia dovuta prevalentemente al rientro da un “viaggetto” (percepita come una vera e propria odissea interstellare) in quella che ormai per me è la Città assoluta, pensavo che non avesse più alcun senso continuare ciò che sto facendo qui perché la mia vita vera è altrove. Avrei barattato il mio “Impero” per il nulla assoluto pur di tornare lassù. E probabilmente lo farò (anche perché il mio impero è il nulla assoluto). Ma non è questa l'ora. O meglio, non è l'ora di andarci completamente. Ho in ballo una missione da portare a termine. Danzica mi ha aperto il cuore. Forse come me lo aprì il Nepal nel 2007, quando nacque Kamal. Forse anche di più. Ne ho visti tanti di posti al mondo, belli, bellissimi, brutti, bruttissimi, mistici, fantasmagorici, magici, psichedelici, peccaminosi, tutto e niente. Lì però mi sono sentito a Casa. Per la prima volta. Non è il posto perfetto senza difetti. Tutt'altro. Se ci penso razionalmente dico anche “Sì bello! Però va beh non esageriamo...”. Ho pianto la sera prima di rientrare in Italia. Era da secoli che non accadeva. Ho pianto pure una volta rientrato, disperato. Stamattina mi sono svegliato nella luce comunque. Nella Luce di una nuova consapevolezza. Quel posto esiste davvero ed su questa terra! Già il fatto di saperlo mi riempie di gioia, di energia. Mi da nuova linfa per quello che sto facendo. Nuovi suggerimenti su come farlo, nuovi punti di vista. Forse mi sono preso solo un abbaglio, può essere. L'avevo presa un po' alla leggera sta storia di andare al matrimonio di un vecchio amico in Polonia e invece grazie a quell'invito ho avuto l'occasione di conoscere la mia personale mecca (intendo Danzica, non la Polonia in generale), che poi magari dura quattro giorni e me ne dimentico, ma ciò non ha alcuna importanza, quel che conta è  che ci sia. Credo che se avessi avuto su la chitarra mi ci sarei fermato. Al matrimonio (che non era a Danzica ma in un paesello sperduto tra le campagne a circa un centinaio di km a est da lì circa) comunque una piccola chicca kamalica si è manifestata. C'era un gruppo folk locale composto da una violinista (bionda, non era Mirela però, a occhio e croce avrebbe potuto essere sua nonna) una fisarmonicista-cantante, un percussionista e un mandolinista (ecco qui sotto una foto della suddetta band durante l'ora dell'aperitivo in giardino, ovvero prima di avere a che fare col sottoscritto)
e, quando sono stato invitato a salire sul palco a cantare qualcosa “di tipico” con loro, dopo aver svuotato l'ennesimo bicchierino di vodka ed essermi scaldato le corde vocali con il superclassicone folk “Lo Spazzacamino”, mi sono lanciato in una selvaggia interpretazione de “il cafè de la Pepìna” di Bonomelli, Bonomelli, davanti a un pubblico eterogeneo e multietnico (prevalentemente polacco, austriaco e alto-atesino, con piccolissime minoranze camune, ispaniche, milanesi e afro-emiliane) danzante all'inverosimile. Capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi emozioni (Mogol,Battisti). Contare che qualche ora prima stavo cantando in chiesa durante la messa canzoni completamente sconosciute in latino, polacco e tedesco. Contando che non conosco nessuna di queste lingue, meglio così (però le bestemmie le pensavo in italiano). Ebbene sì lo confesso ho cantato in chiesa. Ma mica in chiesa come cantano tutti i culi bianchi qualunque che vanno a messa la domenica, bensì proprio sull'altare (più o meno... non è che adesso di punto in bianco divento prete...). Ho fatto parte del coro ufficiale del maestro Martin l'altoatesino. Che ci volete fare, mi hanno incastrato (...e un po' l'ho fatto pure per far colpo sulle fichette polacche...). Ebbene sì ormai l'ho confessato. Spero che Satana non si offenda negandomi il saluto. Ogni tanto bisogna pure peccare, eccheccazzo! E va beh... nulla! Avete rischiato di perdermi nei meandri della chiesa cattolicapostolicaromanapolaccoaltoatesina.
E invece a un certo punto la messa è finita, andate in... Mona! Quindi è arrivata la Pepìna tutta bella pimpante. Un'apparizione mistica o una semplice allucinazione da vodka?
Risposta N°1: Non importa, l'importante è che si sia manifestata. Amen.
Risposta N°2: Lo Scopriremo solo vivendo (Mogol,Battisti).

Se volete farvi un tatuaggio fashion o semplicemente un giro in una bella festa piena di gente e situazioni variopinte ascoltando anche un concerto di Kamal (accompagnato al violino da Mirela quella originale) vi aspetto domenica alle 12:30 (subito dopo la Santa Messa) alla Brescia Tattoo Fest di Montichiari.

Se no vi inviterò prima o poi al mio matrimonio in Polonia. O in Svizzera.

P.S. Fiori rosa fiori di pesco (Mogol,Battisti). 
 

venerdì 4 maggio 2018

PROFEZIE E/O SEMPLICI DELIRI DI UNO PSICOPATICO


Consapevole del fatto che il presente sia tutto ciò che abbiamo e le previsioni per il futuro siano alquanto inutili se non dannose, oggi mi sento un po' sibillico e quindi voglio condividere con voi un paio di profezie per l'estate che sta per arrivare (sempre se arriverà...). Prendeteli come dei semplici deliri di uno psicopatico, tanto ormai credo ci abbiate fatto l'abitudine.
La prima è che la Svizzera vincerà i mondiali di calcio. Avrei potuto tenerla per me, scommettere a manetta e vincere una cifra spropositata di franchi svizzeri ma preferisco condividerla. Niente per me che non sia per tutti. Entro un certo margine ovviamente.
La seconda è che il titolo del tormentone dell'estate 2018 sarà composto da 7 lettere. Inizia con per T e finisce per O. Non ve lo svelo però anche perché ne avrete veramente pieni i maroni di ascoltarlo quando arriverà il tempo (e qui ci potrebbe salvare soltanto l'Apocalisse). Quindi torniamo a quanto detto all'inizio ovvero che il presente è tutto ciò che abbiamo e per giunta il futuro non esiste. Ma in quanto affermazione scritta nel passato, non è già più vera. Ricordatevi della questione dei deliri di uno psicopatico, non mettete la vostra vita nelle mani di una Rock'n'roll band, che la butterà prontamente nella monnezza (chi scova la citazione vince qualcosa).
Domani (ancora con sto futuro, mannaggia...) sera, 5 maggio, alle ore 20:30 presso il museo Le Fudine di Malegno (BS) ci sarà la presentazione di Stagioni : il nuovo album di Diego Drama e tra i vari ospiti della serata sarà presente anche il sottoscritto Kamallo Kamalli arcivescovo della contea di Bismatinia ovest, vicino al casello autostradale. E non solo, ci saranno anche molti altri ospiti più giovani, belli, divi e poeti (tipo, tra quelli da me conosciuti ci sono i Loop Busters, Mirela Isaincu e Tiziana Salvini). Ma soprattutto ci sarà il Museo le Fudine, luogo ove nel lontano 2007, quando la maggior parte di voi non era ancora capace di nè di intendere nè di volere, ma forse di volare sì (vi ricordate come si fa?), grazie all'associazione a deficere denominata Liberamente Camuni (il cui presidente nonché guru era nient'altro che un Kamal non ancora kamalizzato) avvennero dei rituali di iniziazione collettiva ai sacri misteri, nonché venne ufficialmente fondato il Sacro Camuno Impero, l'unico impero al mondo senza imperatore. Vennero invocate ripetutamente entità come i primati, la Svizzera, la dicotomia delirio-decoro, l'arte contemporanea, Alce Nero, il rock'n'roll, la santità dell'acqua e molto altro (tutte cose che entrarono poi, e prima, ma soprattutto durante, a far parte dell'immaginario "collettivo" kamalico). Ci sono pure delle testimonianze audiovisive ma la memoria più degna di nota è quella che si portano appresso i muri delle Fudine e le anime di coloro che parteciparono a questi baccanali dionisiaci. Quindi mi raccomando rispettate la sacralità del luogo. Ecco qui in alto a sinistra un piccolissimo spezzone fotografico (scattato da Fabrizio "Baraska" Minini) da una di quelle folli notti primaverili di tanti anni fa. Comunque è tutto passato. Non esiste più. Non abbiatene paura, potete dormire sonni tranquilli (anche io, dopo tutti questi anni il caso è stato archiviato inspiegabilmente senza incorrere nella legge italiana e/o nella santa inquisizione, del resto ogni cosa fu svolta in grazia di Dio e in linea di massima nel rispetto del pubblico decoro, come pure del pubblico delirio). Ci vediamo domani sera allora per chi ci sarà.
Se no ci si vede in giro per le balere a ballare T_ _ _ _ _ O mentre la Svizzera glielo mette in quel posto a tutti (e finalmente l'Italia capirà la fortuna immensa di non essersi classificata ai mondiali...). Chi vivrà vedrà e chi non vivrà vedrà lo stesso ma qualcos'altro...
E così sia. 

P.S. Comunque sta maledetta depressione post-tour non passa più, anzi... mannaggia le distanze kilometriche tra il resto del mondo e le membra kamaliche...

lunedì 16 aprile 2018

GLI EFFETTI DELLA DEPRESSIONE POST-TOUR


Sopravvissuto al tour (ma quello è il meno, vediamo se ora riesco a sopravvivere al non tour...) nell'Italia centro meridionale, dopo aver collezionato tonnellate di nuove emozioni e sparato miriadi di minchiate (e a quanto pare è sopravvissuta pure Mirela quindi significa che non ho oltrepassato di troppo il limite del pubblico decoro), eccomi qui più disperato di prima, ansioso di ripartire per chissà quale avventura interplanetaria. Dopo questa mega zingarata posso asserire con certezza che la questione delle distanze kilometriche tra me e le donne ipotetiche si fa sempre più spinosa (mannaggia...) e inoltre sono sempre più sicuro che fare questa vita è roba da pazzi ma al momento è l'unica cosa che mi riesce. Quindi per sicurezza non disfo nemmeno la valigia. Oltre ad aver suonato a destrammanca sia per strada che in locali (alcuni fichissimi, altri belli altri ancora un po' meno...) è stato bello reincontrare persone e luoghi che già hanno fatto parte della mia vita ma anche e soprattutto scoprirne di nuove. E le cose che mi mandavano in paranoia solo a pensarci come guidare a Roma, Palermo e Bari, percorrere tutta la Salerno-Reggio Calabria (che è bellissima ed è gratis...) sono state molto più semplici del previsto. Avevo sottovalutato invece il traffico e le viuzze strettissime di Catanzaro, i parcheggi claustrofobici di Viterbo ma soprattutto i crateri presenti nelle strade della regione Lazio. Per non parlare dei semafori rossi della capitale. Infatti non è che li ho cagati molto e al terzo o quarto sono stato ripreso dalle forze dell'ordine con un “Accorgiamoci” di risposta al mio “eh... non mi ero accorto”. Ho anche provato l'ebbrezza di fare un bel parcheggio in doppia fila a Cosenza (consigliatomi da amiche fidate calabresi). Altro che cittadinanza svizzera ad honorem. Ormai sono lanciato per quella calabrese. E a proposito di Svizzera, non dimenticherò mai la signora che sentendoci suonare per le strade di Matera, acquistò una copia di “Aborigeni Italiani” come souvenir dall'Italia. Alla mia domanda “Where are you from?” rispose prontamente “Switzerland!”. Una scena commovente. L'avrei limonata volentieri se non avesse avesse avuto la dentiera. Tra le varie cose ho anche recuperato una nuova “bacchetta magica” nella foresta degli alberi magici (detto volgarmente “Bosco dei giganti”) di Rossano (CS). Ecco qui sopra una foto del sottoscritto all'interno di questo magico luogo in cui noi elfi ci troviamo perfettamente a nostro agio. Quindi potrebbe dar via a un seguito della canzone (e magari pure del disco) “La Bacchetta Magica”. Per ora questo viaggio a livello artistico mi ha ispirato un nuovo pezzo che tra non molto potrete sentire (ma volendo potrete anche farne a meno e il vostro livello culturale ne trarrebbe senz'altro enormi vantaggi, però è fico). Uno di quei pezzi accanto ai quali il Pulcino Pio potrebbe assomigliare a una complicatissima tesi da intellettuali di sinistra vecchio stampo. Ispiratomi semplicemente dai nomi di alcuni paeselli pugliesi. Meglio non dire di più per il momento se no me lo potreste copiare. Ha tutte le carte in regola per essere la superhit dell'estate 2018. Praticamente è una cagata. Però è divertente.
E niente, è stato tutto molto bello. Grazie ai locali che hanno creduto nel mio progetto, grazie a chi ci ha ascoltati e supportati, grazie ai sorrisi che riempiono di gioia, grazie a chi ha gettato monetine, banconote, pizze e bottiglie di vino nella custodia del violino, grazie a chi ha comprato CD e magliette (mi piace tantissimo l'idea che ci sono varie donne splendide in giro per l'Italia che indossano magliette di Kamal), grazie a chi ci ha ospitati e fatti sentire più che a casa, grazie a chiunque ci ha fatto compagnia, grazie a chi ha mangiato, bevuto e suonato con noi, grazie a Mirela che mi ha sopportato senza finire in un ospedale psichiatrico e che col suo violino mi ha aiutato a colorare le mie canzoni, grazie alla mia Ford Focus che se pur sempre più malandata ci ha scorrazzati qua e là come se non ci fosse un domani, grazie alla mia chitarra per aver resistito e per non essersi rotta nemmeno una corda. Ma soprattutto Grazie a Dio (o a chi per lui/lei)!!!
Quest'anno ho deciso di consacrarlo a queste cose, dato che negli ultimi anni mi ero un po' tanto arenato. Questo fantastico pezzo di Domenico Modugno rappresenta pienamente questo concetto (o per meglio dire questo concerto...) 


Per il resto vi aspetto venerdì sera al Conary Mor Iris Pub di Darfo Boario Terme (BS) dove suoneremo io e l'amico cantautore Logan Laugelli. Sono molto emozionato a dividere il palco con lui dopo tutto questo tempo. Quindici anni fa su per giù io ero il cantante dei Catties, lui degli Aneurysm (poi Crash Test) e dividevamo spesso i palchi dell'area camuno-sebina-bergamasca. Dopo tutti questi anni siamo ancora in giro a cantare. Un po' meno giovani ma sempre belli, divi e poeti, senza alcun principio d'intossicazione aziendale. Quindi non perdete l'occasione di venirci a sentire!

P.S. Ricordatevi che Kamal si scrive con La K di Krotone.

lunedì 26 marzo 2018

ABORIGENI ITALIANI INTERCONTINENTAL TOUR 2018

Ebbene sì dopo mesi e mesi di duro e snervante lavoro come booking manager della Kamalikus Enterprise, alternato a quello più umanamente comprensibile della raccolta, spaccaggio e impilamento legna, (non si sa mai che passi di là qualche bella fritolina scandinava in cerca di marito...) oltrechè a qualche concerto qua e là e a dosi massicce di disperazione, sono lieto di annunciarvi nonostante i dolori cervicali sempre più lancinanti (dovuti non alla legna ma allo stare ahimè seduti al computer per ore) che sta per avere inizio l'Aborigeni Italiani intercontinental tour 2018, che mi porterà molto lontano. A sud di Pisogne. Addirittura a sud di Pontevico... Umbria, Lazio, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia per il momento. Per l'emisfero sud vero e proprio ci sto ancora lavorando (ma un po' ho già dato qualche anno fa...). Partirò tra pochissimi giorni in compagnia della violinista Mirela. Non la invidio assolutamente. Fare un viaggio di ben due settimane col sottoscritto non è proprio una passeggiata. Si perché io ovunque vado mi porto dietro un bagaglio allucinante consistente nella Svizzera intera, Biis Matino e tutti i suoi scagnozzi, un po' di Valle di Saviore, mignotte altoatesine a go go, Mario Sigaretta, Toronto(nteronterò) più una marea indicibile di stronzate a raffica. Magari si aggrega pure la Pepìna. Insomma tutto ciò che fa parte del mio immaginario collettivo. Consigliatissimi tappi per le orecchie e/o armi da fuoco. Se leggete su un giornale una notizia tipo “cantautore assassinato da violinista rumena” (perché il fatto che sia rumena sui giornali lo sottolineerebbero assolutamente, e io farei pure la figura del martire patriota “poarì” quando invece il delitto in questo caso sarebbe più che giustificato) sappiate che giustizia è stata fatta. Ma non accadrà perché mi saprò controllare. Mediterò in solitudine sul vuoto cosmico presente nei buchi dell'Emmenthal mantenendo un invidiabile decoro assoluto e imperturbabile (come la Svizzera appunto e come pure la vicina Austria che però ha molte più magagne da nascondere. Per non parlare poi del Liechtenstein...nel senso che il Lichtenstein è per sua stessa natura una magagna da nascondere...). Ovviamente tranne quando si suona. Eccheccazzo....
Nel frattempo sono un po' agitato, come ogni volta che sto per partire per un viaggio la mia mente cerca di aggrapparsi a mille cose, pure il mio cuore inizia a battere in inedite direzioni per tentarmi di non partire. Cazzi loro.
Ci vediamo in giro per lo stivale allora. Se no se preferite l'infradito va bene anche quello. Io personalmente ora indosso le ciabatte da infermiere ma non vorrei paragonare l'Italia a quelle se no poi s'incazza (lei o le ciabatte...). La Svizzera no invece, lei è pacifica e neutrale. Come il Liechtenstein, il Costa Rica e la Provincia di Lodi (perché a me le magagne non piace nasconderle...) .
Ecco qui le date per il momento (salvo improvvisazioni last minute ed esibizioni stradaiole aggiuntive), per maggiori informazioni visitate la sezione concerti di questo blog.
Buona Settimana Santa e a risentirci presto... (non digiunate troppo mi raccomando...)

sabato 17 marzo 2018

NOTIZIA SCONCERTANTE!!!

Attenzione!!! Finalmente abbiamo scoperto dove si trova il Pianeta Matino... più o meno dai...  Ebbene sì Biis Matino in "persona" ('nsoma, chel che l'è...) ha pubblicamente dichiarato (sotto tortura ovviamente da parte di un branco di scimmie dal culo pelato inviate dalla NASA) di essere di origine svizzera. Che sia uscito da un "buco nero" di una forma di Emmenthal (ciò ne spiegherebbe in parte anche l'odore nauseabondo oltreché la freddezza inespressiva)? Il mistero continua ma con un briciolo di occultismo in meno...


A coloro che hanno la memoria corta, soffrono di distrazione cronica o vivono ancora nell'innocente ignoranza primordiale,è consigliata la visione immediata di questo video. Attenzione però he la vostra vita dopo averlo visionato non sarà mai più quella di prima. Si spera (se no che palle...).


Detto questo per oggi siamo a bolla. Presto interessanti notizie anche dal pianeta Kamallo.

Buon finesettimana e mi raccomando... il decoro!!!

giovedì 22 febbraio 2018

TWIN PEAKS TOUR

Preparatevi perché sta per arrivare un weekend pieno di musica, neve e forse pure altro...
Avevo detto che non avrei più cercato date in zona e da quando ho smesso di cercarle mi stanno piovendo letteralmente addosso (e va beh... quando arrivano non ci sputo sopra, anzi...). Dopo aver suonato in città a Brescia martedì sera all'Enotema del Carmen, questo finesettimana io e la Mirela (la violinista più passesca della crosta terrestre) torniamo nelle nostre vallate alpine, inerpicandoci domani sera fino a Colere nella fantasmagorica Val di Scalve, luogo arcano e misterioso che esercita un fascino tremendo (facendomi sentire a casa ovvero perduto in una sorta di magma primordiale silvestre) su di me che sono creatura di foreste. Qualche anno fa mi capitava spesso di partire nei finesettimana per spedizioni antropo(il)logiche alla volta di Colere alla ricerca delle leggendarie “diciotteni sbracciate scalvine”, creature fascinose seppur temibili, portatrici di nobili segreti ed oscuri tesori dal volto peccaminoso che affondano le loro radici nella notte dei tempi. Chi lo sa che per quella legge di cui parlavo poc'anzi proprio ora che ho smesso di cercarle non mi piovano addosso pure loro. Per sicurezza l'ombrello lo lascio a casa. Un'emozione indescrivibile tornare a suonare in Val di Scalve (dopo più di due anni, l'ultima volta suonai a Vilminore nell'estate del 2015 e fu un'esperienza estatica... infatti eravamo a luglio...), ora con un nuovo assetto, con una nuova formazione forse più in linea allo spirito arcano che ivi dimora.
E sabato invece saremo alla Fuente a Bienno (uno dei borghi più belli d'Italia, definita anche "Twin Peaks" da visitatori veneti dal forte spirito d'osservazione data la forte somiglianza con la località immaginaria che ispirò gran parte della poetica del regista americano David Lynch), in quello che potrei definire il mio “Bar sotto casa” anche se fisicamente parlando non lo è (ma riguardo alle distanze kilometriche credo di avervi già rotto le balle abbastanza...). E quindi si gioca in casa. Qualcuno pensa che sia più facile giocare in casa ma secondo me non lo è affatto. È una sfida avvincente. Per la prima volta anche alla Fuente (dove già suonai una volta da solo e una volta col progetto cantautori transumanti in compagnia del Feder) con l'assetto chitarra-voce + violino col quale mi sto trovando parecchio bene. Quindi boh che dire... VENITECI A SENTIRE!!! punto.

giovedì 15 febbraio 2018

INSEGUIRE IL SUCCESSO E RITROVARSI NEL GRIGIONI


Finalmente è passato via anche il Carnevale che quest'anno ho deciso bene di non festeggiare (fatta eccezione per una notte di follia dionisiaca trascorsa prevalentemente al Circolo Arci la Cave di Sanremo venerdì scorso tra canzoni risate e bevande inebrianti in buona compagnia di illustri personaggi della scena musicale camuna ovvero i rapper Diego Drama e Mare Loopbusters, il DJ Fafy B dei Loop Busters e Tiziana Salvini l'eccelsa cantante dei Timama. Trovate qui sopra una foto del sottoscritto in azione durante quella folle nottata in perfetto stile gucciniano) anticipando il clima quaresimale di qualche giorno. E poi comunque, come dice il mio amico Sirio Baccanelli (poeta maledetto della scena beat camuna), è sempre Carnevale date le maschere che indossiamo quotidianamente.

Niente digiuni né penitenze, però percepisco questo clima di sobrietà misticheggiante che regala sogni e visioni forse profetiche. E se di sogno profetico dovesse trattarsi quello fatto la scorsa notte allora il mio obbiettivo della cittadinanza svizzera ad honorem potrebbe presto (o tardi, dato che il mondo del sogno è fuori dal tempo e dallo spazio che poi se ci pensate bene sono la stessa cosa) realizzarsi. Ebbene sì in questo sogno ottenevo il passaporto svizzero, non solo io ma anche la donna con cui nel sogno avevo una relazione (era una collezionista di vinili con le sembianze miste di 2 o 3 donne che conosco nella vita reale e che spesso prendono parte, seppur con abiti un po' più succinti, pure dei miei sogni), però mi sentivo in colpa dato che in realtà non l'avevo ottenuto ad honorem come avrei voluto ma avevo fatto la richiesta e l'avevo ottenuto con una facilità indicibile, un po' come la mia amichetta americana che l'estate scorsa in quattro e quattr'otto ottenne il passaporto italiano solo per il fatto di avere un nonno di origine calabrese e io l'aiutai con le questioni burocratiche anche se comunque ciò non mi pareva giusto (e nemmeno a lei, però sai fa comodo avere due passaporti, soprattutto quando odi gli Stati Uniti d'America e non ci vuoi più stare...) ovvero il fatto che se hai antenati italiani puoi fare i documenti (quindi anche votare) anche se non sai una parola d'italiano e non hai nulla a che vedere con l'Italia, vabbeh lei poi stando da me per un po' qualcosa a che fare con l'Italia ce l'ha avuto, però magari gente che è nata in Italia e/o ci vive e lavora da anni non è considerata italiana. Giusto per farvi capire di quanto io sia ipocrita ma soprattutto di quanto tiri più un pelo di fica che un carro di buoi.... gli ideali vanno a farsi fottere alla grande... A parte queste leggi estremamente razziste (alle quali mi sento ahimè un po' complice anch'io... anche se lo feci con amore...), torniamo a noi... alla Svizzera appunto. Sì mi sentivo in colpa a tenere in mano quel bel passaporto sberluccicoso con scritto “Confederatio Helvetica”, pensavo adesso ci devo andare a vivere in Svizzera almeno, mi sembra il minimo... Pensavo però che per passare la dogana avrei usato il mio passaporto italiano perché avevo paura mi facessero domande  (che avrebbero dovuto farmi prima) sui miei effettivi rapporti con la Svizzera (di cui vedete in alto a sinistra, più o meno dove si trova la Svizzera reale... un'immagine da me scattata in una zona imprecisata del Canton Grigioni qualche anno fa). La mia donna poi non era molto convinta di questa cosa mi sa (a parte che lei si ritrovava in mano un passaporto di cui non gliene poteva fregar di meno...) infatti era molto preoccupata per la sua collezione di vinili, di come avrebbe potuto trasportarli tutti al di là del confine. Poi mi sono svegliato risparmiandomi la parte più pallosa. Oppure magari c'era in programma una scena di sesso estatico, ma come al solito mi sveglio sempre sul più bello.... in questo caso un po' prima, ci sarà pure un perché. Se qualcuno volesse provare a interpretare questo mio delirio onirico e/o ricavarci numeri del lotto ben venga. Se vincete almeno un caffè offritemelo però dai.

A parte questa mia Svizzerofilia che si fa sempre più acuta, sto organizzando un tour megagalattico per la prossima primavera. È un lavoraccio estenuante, infatti sto iniziando a innervosirmi parecchio quando qualcuno mi dice che non faccio nulla e che ho buontempo. Fatevi i cazzi vostri! Non vi immaginate neanche lontanamente quanto mi sto sbattendo facendo qualcosa che mi disgusta da un luogo che che mi nausea (quando c'è una grandissima parte di me che vorrebbe andarsene via lontanissimo.... anche questo mi toglie tantissima energia, lo starci dentro in schemi distanti anni luce da come sono io, o da come credo di essere...) però se è vero che il fine giustifica i mezzi... ora ciò che devo fare è questo. Chiuso Milano.
E oltre a ciò sto iniziando a tratteggiare le caratteristiche di quello che potrebbe essere il mio prossimo lavoro discografico. So che voglio un disco libero, molto libero. Spudorato, scarno, essenziale, puro. Sbattendomene i coglioni di piacere a chissachì (tanto son già figo abbastanza, pure troppo per i miei gusti, se no poi non mi fanno più suonare perché han paura che gli rubo le morose). Forse l'ho già fatto ma voglio dar spazio ancora di più a questa libertà creativa, recuperando quello spirito primordiale che avevo nelle prime composizioni. E comunque le canzoni ce le ho già quasi tutte. Credo che gli artisti al giorno d'oggi partano spesso e volentieri già col freno a mano inserito. Sento che invece c'è sempre più bisogno ora come non mai del fatidico“daga sfogo!”, sperimentare di più, rischiare, osare. Già il fatto di essere incarnati in corpi mortali un enorme compromesso. L'arte è di per sè un compromesso. Ce ne sono già troppi in natura, non credo abbia senso crearne degli altri.

Dato che sono in vena di facili polemiche, vi confesso che stanno iniziando a cadermi le palle quando sento gente che elargisce consigli (senza che nessuno gliel'abbia domandato) tipo potresti fare così, potresti fare cosà, potresti inserire questo strumento, potresti essere più così, bla bla bla bla bla bla bla... Potresti stare zitto, per favore?
Fatelo voi! Mettete su una band e suonate quel cazzo che vi pare (ma poi il bello è che quelli che fanno sti commenti il più delle volte non sanno suonare nemmeno il campanello, è un po' come se io andassi da un muratore a dirgli come deve far su la molta...). E se non vi piace ciò che faccio, liberi di tapparvi le orecchie o di recarvi altrove. Certi consigli di natura tecnica in particolar modo elargiti da musicisti spesso e volentieri sono preziosi, ma quelli di chi ama rompere le palle con lo scopo di farti pigliar male in un momento in cui sei contento di ciò che stai facendo (e comunque non preoccupatevi che rimango sempre un eterno insoddisfatto, non mi serve che qualcuno mi metta pulci all'orecchio su cose a cui avevo già pensato e ripensato secoli fa...). Lo dico a nome di tutti gli artisti, mi prendo questa responsabilità (e non so nemmeno se lo sono io ma poco importa). Sappiate che a volte annuiamo facendo finta di niente a causa dell'educazione nazicattolica che ci hanno impartito ma se il nostro inconscio potrebbe governarci veramente vi spaccheremmo la faccia. Con ciò non voglio instigare viuulenze inutili (ce ne sono già troppe in giro), sappiate solo (se fate parte della categoria di quelli che mettono sempre i puntini sulle i a tutti) che potete farne a meno... Questo è il mio puntino sulla vostra i.
Ora vi saluto, ci si vede al corso “come scrivere una canzone di successo” o a quello tipo "come scrivere una canzone indie alternative antifa newwave freejazzpunkinglese di nicchia lo-fi o non loffai fratello" o ancora "come tirare fuori la propria creatività e diventare artisti megagalattici in comode rate". Così sa(n)remo tutti artisti.

Oppure, meglio ancora, ci vediamo martedì 20 febbraio all'Enotema di Via Fratelli Bandiera a Brescia alle ore 21.
Amen!

martedì 9 gennaio 2018

DISTANZE!!!


Finalmente è uscito , a dieci anni esatti dalla mia emigrazione in Spagna del
2008 (sigh...), il tanto discusso nuovo videoclip di Kamal, come già vi avevo anticipato la canzone si è scelta da sola nonostante il sondaggio che vedeva vincitrice “Valle”. Sono molto contento del risultato, ho fatto bene ad affidare la regia al bravissimo Rodrigo de Azevedo (in collaborazione con Greta Bottanelli) e pure le attrici (Franceskina Ferrari, Lucia Arrigoni, Sara Piccinelli, Cristina Bontempi e Michela Bottanelli) sono state fantastiche in quanto tutte bellissime e bravissime. Forse sono io che stono un po' (come qualcuno ha insinuato...) ma che ci volete fare, è partito tutto dalla mia fornace quindi beccatevelo così e se qualcuno ha qualcosa da ridire ridica pure, boca daerta!
Del resto questa canzone essendo, dell'album “2017.Aborigeni Italiani” l'ultima scritta in ordine temporale (risale alla tarda estate 2016) è fondamentalmente quella le cui questioni sono più attuali e scottanti. Oggi più che mai.
Ora s'ha da suonare, dal vivo (o dal morto?) tanto, tantissimo. L'ultimo concerto, quello del 5 gennaio 2018 al Circolo dei Lavoratori di Iseo (BS), in compagnia della violinista spaziale Mirela Isaincu, è stato, almeno per me un'esperienza mistica (trovate le splendide foto scattate da Rodrigo de Azevedo nell'apposita sezione). Sento che, nonostante questo incolmabile senso di solitudine malinconicamente struggente mi sto riconnettendo piano piano con vari tipi di energia spirituale da cui mi ero un po' disconnesso negli ultimi anni. E va bene così. Non mi aspetto nulla. Vada come vada. L'unico obbiettivo concreto che ho per questa vita è ottenere il passaporto svizzero ad honorem. Tutto il resto è contorno. E che contorno! BUON 2018 !!!
Amen.